Adrenalina e Afterhours.

Il concerto si sta sextenando nel vivo, ho perso sinceramente la cognizione del tempo, le note rapiscono la mia mente, il mio corpo, mentre altri corpi sudati si scontrano e ballano contro di me, con me.
Non sono solo, o meglio non ero andato solo a questo concerto, ed il palasharp a Milano è pieno e gremito di gente, ho perso i miei amici rapidamente, non mi interessava di loro, erano tutti grandi grossi e vaccinati, volevo solo smettere di pensare, godermi la musica, godermi l’accensione dell’adrenalina e della frenesia dettata da quel carnaio di persone.

Le canzoni si susseguono, non sono un gigante ma il metro e ottanta lo raggiungo, e anni passati a giocare a rugby hanno lasciato una muscolatura massiccia, il pogo lo vivo attivamente scontrandomi con le persone mentre tutto si confonde e la mia mente si spegne. Un ennesima spinta ora da parte di uno di quelli che lo fa per fare male e finisco fuori dal cuore di quella frenesia, urto contro qualcuno, contro persone che nemmeno se ne accorgono e poi contro di lei, non ci eravamo visti fin ora, o quanto meno non l’avevo vita io.

Le sorrido , mi sorride, non servono parole, inizia a ballare ed io con lei, questa volta il contatto è cercato i movimenti non sono più dettati dall’istinto dalla frenesia di annullare ogni pensiero. Le mie mani vanno sui fianchi, lei è bassa, arriverà al metro e sessanta scarso, ma ho sempre avuto un debole per quelle ragazze magronile e piccole. Si struscia si muove contro di me, cerca il mio corpo ed io sento il suo bel culo strusciarsi sulla patta dei miei pantaloni.

MI viene duro e non me ne vergogno affatto, mi spingo contro di lei, continuando a ballare, facendole sentire quell’erezione che solo per lei. Una mano scivola sul suo fianco infilandosi sotto la maglia e lentamente percorro il suo ventre risalendo con lentezza, mi ferma e si gira è la seconda volta che ci guardiamo negli occhi, resta li un attimo a studiarmi, come se stesse valutando qualcosa, poi si preme contro di me e la mano la sposta sul fianco.

Ci baciamo è un bacio furioso come se non potessimo volere o desiderare altro, le lingue si cercano lottano tra loro in quella passione rovente degli amanti, bacia bene la piccola, non so dire quanti anni abbia, ma sicuramente supera la ventina, o quanto meno è quello che penso in quella penombra. Mi spingo con il bacino ancora per farle sentire quel desiderio, mentre la mano questa volta si serra sul suo culo.

Siamo incuranti di chi ci circonda, di chi ci guarda, sembriamo una coppia di innamorati che di colpo ha acceso la scintilla sulle note di bye bye bombei.

Le dita cercano il bordo dei suoi pantaloni e la mano affonda, sento con piacere la chiappa nuda, soda stretta tra le mie dita, le mordo il labbro quando riapro gli occhi lo fa anche lei e ancora mi perdo in quegli occhi azzurri accesi dalla stessa voglia che alimenta entrambi.

Ci prendiamo per mano e navighiamo tra la folla mentre il concerto prosegue. Risaliamo le gradinate ci allontaniamo dal carnaio e superiamo la tenda che dovrebbe essere una zona invalicabile.
La musica è attutita, e una volta che ci riteniamo soli la alzo da terra stringendo tra le mani il suo culo, la presa salda contro le sue chiappe alzandola da terra, ci baciamo e lei spinge il suo bacino contro di me, accentua i movimenti ed io famelico le mordo e bacio il collo.

Pochi passi, prima di sedermi in quell’ultima fila di sedili di plastica scomoda, lei si stacca da me e si abbassa i pantaloni , una leggera peluria bionda sul suo monte di venere, ne sarei stato stupito se non fossi così preso dal desiderio che ho di lei, i capelli neri ingannano a volte. Mi slaccio frenetico i pantaloni ed il mio cazzo teso è già fuori dai boxer, ma non faccio in tempo a tirarla a me che lei si è già inginocchiata e me lo sta succhiando.

Ci sa fare, cazzo se ci sa fare, sento la sua lingua percorrere l’asta, giocare con il glande, e i suoi occhi che cercano i miei. Non so come ti chiami piccola vorrei dirle, ma non riesco a far altro che deglutire e sospirare di piacere godendomi questo pompino, ma non voglio venirle in bocca, non ne ho affatto voglia. Così serro la presa sui suoi capelli e la faccio alzare la bacio mentre lei si mette a cavalcioni, sento che è bagnata, sento il calore della sua fica e mi sussurra all’orecchio <hai il goldone > la sua voce è dolce.. un suono dolce in contrasto con quella frenesia ci metto un attimo a reagire, mentre il mio cazzo dilata le sue grandi labbra senza entrare, e devo frugarmi nelle tasche per tirare fuori il preservativo vecchia santa abitudine di portarne sempre uno.

Lo metto e sembra quasi un interrompere la magia mentre continuiamo a guardarci, una volta messo è lei stessa a guidarlo dentro di lei, mentre si muove a cavalcioni del mio cazzo.
Il piacere cresce e per me esiste ora solo il suono dei suoi lamenti di piacere all’orecchio, non sento più il casino della folla, ne tanto meno la musica, e stavo per scoppiare dentro di lei, quando quasi per caso ci accorgiamo che la gente sta risalendo le gradinate, cazzo il concerto è finito.

Resto dentro di lei ed entrambi scoppiamo a ridere cercando di sistemarci e rivestirci.
Io ho ancora il cazzo duro con il preservativo, lei mi prende per mano e mi fa < andiamo > e così la seguo, allontanandoci dal concerto mando un messaggio a quelli che erano con me, che mi sarei arrangiato per tornare a casa.
Solo una volta che siamo in macchina io e lei scopro il suo nome, scopro quanti anni ha, mentre guida l’accarezzo.. più volte deve rallentare ed una volta mi ha quasi minacciato di smettere perchè stava godendo ancora prima di arrivare a casa.

Il resto.. sarà un altro racconto.

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